Marco Verdelli si muove in una sfera più raccolta e viscerale. Il suo orizzonte creativo attraversa strati di storia, dalle antiche architetture del Sacro Monte di Varese ad altri contesti geografici suggestivi. Angoli intrisi di memoria, rielaborati come presenze interiori più che come vedute: qui la pittura di Verdelli si manifesta come atto diretto, intimo, quasi necessario. Verdelli dipinge nel cuore della notte, in una condizione di raccoglimento e concentrazione che accompagna il suo lavoro da molti anni. Solo recentemente ha scelto di condividere questa produzione, a lungo custodita come diario personale. Nei suoi acquerelli, gli scorci, i muri, i percorsi sacri emergono come apparizioni evanescenti, affidate a un segno essenziale che trattiene l’eco del tempo senza mai cedere alla descrizione. La luce non definisce i contorni, ma li suggerisce; le linee non si impongono, ma affiorano discrete in una trama percettiva profonda e silenziosa.